Una Serena Dandini, come sempre vivace ed arguta, convinta assertrice della cooperazione, ha condotto domenica sera all’Ariston di Paestum la 46° edizione della Festa della Cassa Rurale di Battipaglia.
Oltre 1500 soci di quella che è la più solida realtà della cooperazione di credito in Campania si sono incontrati per riflettere insieme a testimonial d’eccellenza sul futuro della loro Cassa Rurale.
E di ritornare al futuro, tema dell’incontro, ha parlato il presidente Silvio Petrone, mettendo in evidenza come proprio la centralità del Socio sia la chiave di volta del futuro della Cassa Rurale. Una Cassa Rurale- quindi – che dovrà a puntare sempre più sull’aspetto cooperativo.
Tema ripreso anche dal direttore generale, Fausto Salvati, che, sollecitato dalla Dandini, ha anche dato qualche particolare in più sulla prossima fusione con la Bcc di Salerno e quella di Serino. Una Cassa Rurale da 8000 soci, 220 dipendenti, 130 milioni di capitale libero e 30 filiali.
A confermare le scelte del Consiglio di Amministrazione è stato Federico del Grosso, membro del CdA che ha messo in evidenza quanto dovrà essere importante il coinvolgimento da protagonista di ogni comunità locale, soprattutto con un ampliamento così grande.
Estremamente significativa la testimonianza del magistrato antimafia siciliano, Salvatore Vella, noto per le tante importanti inchieste antimafia che ha evidenziato l’importanza del lavoro di squdra per fare argine al malaffare e al tempo stesso costruire sviluppo.
E a proposito di sviluppo, ampio spazio ha avuto il progetto voluto dalla Cassa Rurale di Battipaglia e realizzato dalla Fondazione Symbola sulla valorizzazione delle eccellenze sul territorio: la Banca delle Qualità è divenuta fulcro di uno dei modi più virtuosi di fare cooperazione. A parlarne il giornalista ed enogastronomo Carlo Cambi, membro del comitato scientifico di Symbola, che ha sottolineato le straordinarie realtà presenti sul territorio. A testimoniarle c’erano con lui tre imprenditori inseriti da Symbola tra i migliori 50 su queste terre.
A concludere la serata è stato chiamato l’attore e comico ligure, Maurizio Lastrico, il Dante di Zelig, che con i suoi endecasillabi esilaranti ha disegnato in modo divertente la società attuale.

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